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LA GRAFICA E LE PUBBLICITÀ DI LAUTREC

Particolarmente importante è l'opera grafica di Toulouse-Lautrec, essendo stato uno dei più grandi e apprezzati disegnatori del suo tempo, oltre che uno dei primi artisti a intuire il potenziale che l'arte poteva offrire alla pubblicità. L'artista si prestò così di buon grado a disegnare manifesti per i caffè che frequentava. Egli fu il primo a percepire la necessità di inventare un nuovo 'stile' per quel nuovo genere artistico, tipicamente cittadino, che è il manifesto. Mostrandosi sensibile all'influsso delle stampe giapponesi, Lautrec impiegò linee impetuose, tagli compositivi audaci, colori intensi e piatti, colori squillanti che, applicati omogeneamente su superfici estese, rendevano il manifesto visibile anche da lontano, facilmente riconoscibile al primo sguardo e, soprattutto, attraente per il potenziale consumatore". Sono caratteristiche che si evincono da uno dei suoi manifesti più famosi, Divan Japonais del 1893, realizzato per l'omonimo locale: l'arredamento in stile orientale, unito ai modi che richiamano l'arte giapponese, rendono evidenti le fonti d'ispirazione dell'artista.

La grafica di Toulouse-Lautrec è fatta di stilizzazioni estreme, di primi piani, di pose inconsuete, di visuali particolarmente ardite: lo si nota in celebri manifesti come Aristide Bruant, dove il noto cabarettista appare come una massa di colore blu sormontata dalla sciarpa e dal suo ritratto reso con poche linee, o come Jane Avril, dove la cantante assume un aspetto quasi filiforme, o ancora come in May Milton, dove il profilo della protagonista è parimenti reso con pochi segni grafici. A proposito della sua attività grafica, Giulio Carlo Argan ha scritto che Toulouse-Lautrec "è stato il primo a intuire l'importanza di quel nuovo genere artistico, tipicamente cittadino, che è la pubblicità: disegnare una affiche o la copertina di un programma costituiva, per lui, un impegno non meno serio che fare un quadro. E si capisce: nella pubblicità il comunicare per sollecitare è più importante che il rappresentare. Se la rappresentazione è qualcosa che si fissa e si prospetta, la comunicazione si insinua e colpisce: per la prima volta, con Toulouse, l'attività dell'artista non tende più a concludersi in un oggetto finito, il quadro, ma si dipana nella serie ininterrotta dei dipinti, delle incisioni, dei disegni, nell'album di schizzi che si sfoglia come si leggerebbe una raccolta di poesie".

MOULIN ROUGE: LA GOULUE

Considerato il più famoso maestro di manifesti e stampe a cavallo fra Otto e Novecento, Henri de Toulouse-Lautrec eseguì in tutta la sua carriera circa 30 manifesti, tra i quali sono famosi i manifesti pubblicitari di locali parigini che nel tempo hanno reso celebre la loro immagine. Lo stile sintetico e lineare dell'artista ben si prestava allo stile grafico dei manifesti che, per ragioni tecniche, non consentivano l'uso di una vasta gamma di colori. Le litografie venivano realizzate su blocchi di pietra calcarea inchiostrata. Le immagini venivano poi impresse sulla carta attraverso un torchio manovrato a mano. Lautrec rifiniva le sue opere con la tecnica del "crachis" e con uno spazzolino da denti. Il primo manifesto realizzato da Lautrec è "Moulin Rouge: la Goulue", datato 1891. Il locale era stato aperto pochi anni prima da Charles Zidler. L'opera aveva la duplice finalità di promozione del locale e delle ballerine che vi lavoravano. Al centro è raffigurata la Goulue che rappresentava la stella del locale. Secondo Le Figaro del 1891, i Parigini, attratti dalla quadriglia che si ballava all'interno, "arrivarono proprio nel momento psicologico in cui la Goulue stava eseguendo un passo impossibile da descrivere: balzi da capra impazzita, rovesciamenti all'indietro da pensare che si sarebbe spezzata in due, voli di gonne".



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